Chi è appassionato di scommesse non può non guardare con interessa al mondo del poker online: il fenomeno del Texas Holdem sta spopolando in Italia ed ora è disponibile anche nella modalità poker Cash Game, e non è assurdo per chi già è scommettitore poter pensare di fare il “grande passo”. Ma quali sono le analogie tra queste due discipline di gioco?
Beh, di certo non ce ne sono molte, se non la volontà del giocatore di accollarsi un rischio “calcolato” che nel lungo periodo potrà essere sostenibile e che potrebbe portare a un ritorno di vincita. Se infatti nelle scommesse capita di trovare una buona quota e di investirci soldi, non è tanto importante se quella scommessa verrà vinta o meno, ma solo il fatto che, secondo i nostri calcoli, in quel determinato evento c’era possibilità di avere un margine contro il nostro “avversario”, ovvero il banco.
Anche nel poker non è importante il determinato risultato finale di una singola mano (AA può perdere contro 7-2, anzi capiterà in all in preflop circa il 20% delle volte!) ma il fatto che si compiano scelte denominate ad Expected Value positivo, ovvero con una “speranza” di vincita positiva rispetto alla mano del nostro avversario, che in questo caso sarà un altro giocatore.
Ecco quindi una grande differenza: se nelle scommesse il nostro scopo è trovare “falle” nelle quote dell’agenzia di scommesse, nel poker l’abilità ha un valore ancora più preponderante perchè ci troveremo di fronte tanti avversari diversi, alcuni forti (contro i quali non abbiamo margine) e altri scarsi (contro i quali invece possiamo avere un utile): immaginate un punto scommesse che ogni giorno sforni delle quote totalmente sbagliate… una vera pacchia!
Anche nel poker però, ovviamente, esiste un “banco” che reclama la sua percentuale: nel poker legale italiano questa percentuale (denominata rake) varia in base alle tipologie di gioco (è ad esempio il 10% della quota di iscrizione nella modalità torneo) e serve in parte a pagare le tasse statali ad AAMS, e in parte a garantire alle società che gestiscono le piattaforme di gioco (ad esempio Pokerstars) un utile di impresa.
Da qualche tempo poi, e sarà sicuramente più frequente in futuro, è possibile anche scommettere direttamente sugli eventi pokeristici: in alcuni tornei (come ad esempio le WSOP di Las Vegas) si può scegliere un “cavallo vincente” e puntare sulla sua vittoria. In base alle qualità del giocatore infatti prima dell’inizio dei giochi vengono assegnate delle quote personali.
Attenzione però: i giocatori di poker professionisti (i cosiddetti squali) sono sempre alla ricerca di siti dove sono presenti tanti giocatori che provengono dal mondo delle scommesse, quindi prima di buttarvi in pasto ai pescecani il consiglio è molto semplice: studiate alla perfezione il gioco e finchè non siete esperti giocate con moderazione!


















